Blog di Casarano.
Fai sentire la tua voce!

Se vuoi scrivere news, notizie, eventi, foto, video, contattaci

Gravissime ammissioni dell’assessore Fersino.

Gravissime affermazioni del vice sindaco di Casarano, Francesca Fersino, che è anche assessore al ramo Polizia Municipale :”E’ la prima volta che il nostro comune destina le entrate delle multe allo stesso settore di competenza in passato quei soldi sono stati destinati ad altro. La scelta è importante perché in questo modo si può fare una migliore pianificazione”.
COME ? SINO AD OGGI DOVE LI AVETE SPESI QUEI SOLDI ?
Il Comitato Strisce blu denuncia queste pesanti affermazioni e ricorda al vice sindaco nonchè assessore al ramo, che nessun contratto o delibera DEL COMUNE DI CASARANO, sulla gestione dei parcheggi a pagamento, che prevedono di riconoscere per il servizio delle funzioni di accertamento delle violazioni sulla sosta, alla concessionaria, un importo parametrizzato al 35% + IVA , delle sanzioni correttamente emesse dai propri ausiliari della sosta, sino ad oggi è stato modificato.
Il Comitato Strisce Blu tiene a precisare che alla luce di questo, il Comune di Casarano contravviene all’art.208 del CDS ed alla sentenza di corte di Cassazione 10620 la quale ribadisce che sono irregolari, per abuso d’ufficio, gli appalti a ditte private quando il valore della gara viene determinata “con una percentuale sugli incassi delle future infrazioni rilevate”.

Analizzando inoltre la ripartizione delle somme, abbiamo potuto notare come l’assessore al ramo abbia dimenticato una voce molto importante a cui destinare le somme:

c) ad altre finalità connesse alla sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade di proprietà comunale, all’installazione, ammodernamento,potenziamento , alla messa a norma e manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle medesime strade, alla redazione di PIani Urbani del traffico, a interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli (bambini, anziani, disabili, pedoni, ciclisti), allo svolgimento da parte degli organi di polizia locale, nelle scuole di ogni ordine e grado, di corsi finalizzati all’educazione stradale, a misure di assistenza e di previdenza per il personale appartenente alla polizia stradale. Questa quota puo’ anche essere destinata ad assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro, ovvero al finanziamento di progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale, nonché’ a progetti di potenziamento dei servizi notturni e di prevenzione delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187.

LE RIBADIAMO IL CONCETTO ASSESSORE.
SI DEVONO SISTEMARE LE STRADE, ALTRIMENTI SI SPENDERANNO TROPPI SOLDI PER LA SOSTITUZIONE DEGLI AMMORTIZZATORI DEI NUOVI MEZZI DELLA POLIZIA MUNICIPALE……
SAREBBE UN PECCATO UN TALE SPRECO !!!!!!!!!!!!!!!!!!
Responsabile della Puglia C.S.B
Roberto Spennato

Strisce blu sulla carreggiata e non solo…….

Intervento del responsabile del C.S.B. della Puglia.

Strisce blu irregolari quando sono dipinte sulla carreggiata, le Iene confermano le irregolarità con l’aiuto di un G.d.P.

Le Iene dopo il servizio della settimana scorsa, sono state accusate di una cattiva interpretazione del Codice della Strada.

Ma sappiamo molto bene che le Iene non mollano e stasera ci hanno dato la dimostrazione di saperci fare, approfondendo l’argomento con dettagli normativi che farebbero vincere qualsiasi ricorso proposto per le strisce blu dipinte sulla carreggiata.

Nel servizio si sono avvalsi anche della consulenza di un G.d.P., che ha confermato che i parcheggi dipinti sulla carreggiata sono nella maggior parte dei casi irregolari e il ricorso sarebbe sicuramente accettato.

Il problema vero è che lo stato ci ha tolto il diritto alla difesa, imponendo un versamento di 38 euro per ogni ricorso che si vuole presentare, l’alternativa è presentare il ricorso attraverso il Prefetto, soluzione per ora gratuita ma che in caso di rigetto la multa si raddoppia.

Insomma il problema vero è il governo che non difende più i diritti dei cittadini, dandogli prima le armi sotto forma di leggi e diritti, ma succesivamente gli impedisce di usarli.

Ad appoggiare le amministrazioni che commetono questi illeciti che sfiorano la truffa, ci sono anche le Procure, che nonostante le decine e forse centinaia di esposti fatti non procedono con le indagini.

Anche i Sindaci hanno la loro dose di responsabilità, ed è proprio vero che il vile denaro fa venire la vista ai ciechi, infatti i Sindaci sono informati di tutte le irregolarità, ma per non far mancare il flusso economico che deriva dalla sosta a pagamento non prendono nessun provvedimento.

Esposto in procura per il comune di San Giovanni Rotondo……. Migliaia di Fedeli di Padre PIO truffati dalle strisce blu….


Con quello di San Giovanni Rotondo, sono ben 13 gli esposti presentati presso le tre procure di Lecce, Brindisi e Foggia dal Comitato Strisce Blu, per illeciti che vanno dalle strisce blu sulla carreggiata alle ben più gravi percentuali che le aziende, che gestiscono i parcheggi, ricevono sulle multe.

A conferma degli illeciti facciamo leggere a tutti l’ultimo parere (n. 674 ) del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, datato 8 febbraio 2011

“Il comune può concedere in concessione un’area da adibire a parcheggio a pagamento contribuendo con i proventi delle infrazioni al miglioramento delle infrastrutture. Ma non potrà ammettere il pagamento degli stipendi dei controllori della sosta privati traendo i fondi direttamente dalle loro multe. Lo ha evidenziato il ministero dei trasporti con il parere n. 674 dell’8 febbraio 2011. Un sindaco ha pensato di concedere a privati un’area da adibire a parcheggio a pagamento ammettendo un ristoro economico a favore del concessionario tramite i proventi delle multe accertate dagli ausiliari della sosta. L’articolo 17, comma 132, legge 127/97 istituisce gli ausiliari della polizia municipale e stabilisce che i comuni possono conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. In pratica al personale dipendente dalle società di gestione dei parcheggi può essere riconosciuto un ambito circoscritto di competenza riconducibile all’accertamento delle violazioni in materia di sosta vietata commesse nelle aree che con apposita delibera sono state specificamente destinate al parcheggio a pagamento. Per valutare la regolarità formale di questo progetto l’ufficio del gabinetto del sindaco ha quindi richiesto chiarimenti al Ministero dei trasporti in particolare sul corretto impiego dei proventi delle multe accertate dai parcheggiatori privati. Secondo l’organo centrale «appare alquanto inusuale condizionare il corrispettivo economico della società appaltante alla realizzazione di un evento, ovvero alla eventuale attività di accertamento da parte degli organi accertatori». In pratica il pagamento a percentuale sulle multe accertate sugli spazi a pagamento sembra essere una modalità sconsigliata. Mentre il ministero però non solleva particolari obiezioni circa l’impiego di questi proventi per la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture di servizio al parcheggio come scale mobili, video controllo dell’area ecc., a parere del Mit non appare giustificato ed opportuno utilizzare questi importi «a copertura del personale impiegato per tale servizio, in quanto tale procedura potrebbe causare una impropria relazione diretta tra la produzione dell’attività sanzionatoria e il costo del medesimo personale».”

Responsabile della Puglia del

Comitato Strisce Blu

Roberto Spennato

Fonte: http://www.strisceblu.org/

Strisce blu, la storia infinita…

Scritto da Sinistra Ecologia e Libertà Casarano
LUNEDÌ 31 GENNAIO 2011 19:38

Molti cittadini continuano a segnalarci che a loro danno vengono ancora elevate multe per “grattino scaduto”,

in riferimento al parcheggio degli stessi nelle famigerate strisce blu. Posto che, come più volte si è detto, queste aree devono essere drasticamente ridimensionate, in data 19 Ottobre 2010, all’interno di una conferenza proprio sull’argomento, l’attuale amministrazione si era impegnata a non multare più gli automobilisti che esibivano il grattino del parcheggio scaduto.

Di questa promessa, ad oggi, non vi è traccia: sembra addirittura che vegano elevate multe con il grattino non ancora scaduto. Vogliamo sperare che non sia l’unico modo, questo delle multe, di questa amministrazione di rientrare del debito che peraltro ancora non abbiamo il piacere di conoscere.

Peraltro, il tutto appare ancora più inquietante anche alla luce del fatto che in data 11 Giugno 2010, il Comitato Strisce blu aveva sporto alle autorità competenti la richiesta di sequestro dei parcometri, in virtù di alcune irregolarità tecniche evidenziate nella suddetta denuncia.

Come al solito, questa amministrazione si distingue per le solite due cose: le parole spese a vanvera, ed i fatti che continuano (ahinoi…) a latitare. Sollecitiamo il dirigente, o l’assessore responsabile, ad attivarsi immediatamente presso la società che gestisce il parcheggio nelle strisce blu, al fine di porre fine a multe che colpiscono i cittadini, in palese contrasto con quanto a suo tempo dichiarato ed, ancora peggio, in virtù delle molte irregolarità al vaglio degli organi di pertinenza.

sel.casarano@tiscali.it

Strisce blu l’incubo degli automobilisti ha interessato anche il TG5, che ne ha fatto un servizio andato in onda il 22/01/2011.

L’italia negli ultimi anni si è tinta di blu, intere città sono state trasformare in mega parcheggi a pagamento, il tutto con la scusa che così si sarebbe risolto il problema del traffico.

Per fortuna nel 2007 la Cassazione a sezioni unite emette la storica sentenza 116/2007, che condanna i Comuni che hanno dipinto di blu le città senza lasciare anche lo spazio per la sosta gratuita.

Ma fatta la legge trovato l’inganno, infatti l’art. 7 comma 8 esonera le amministrazioni a realizzare anche la sosta gratuita se la città è di rilevanza urbanistica.

La rilevanza urbanistica ovviamente va provata con studi e rilievi del flusso veicolare in concomitanza con monumenti o centri storici, ovviamente lo studio deve essere fatto da un ente super pates e non dalla stessa amministrazione.

Fin quì è quello che dice la legge.

Ma le amministrazioni sanno che la giustizia ha due marce, e mentre i comitati si battono in tribunale contro le decisioni prese in giunta, loro continuano ad affidarsi ad EQUITALIA per le riscossioni di multe assolutamente illegittime.

Il risultato di questo modo di interpretare le norme sono sotto gli occhi di tutti, intere città si trasformano magicamente in ZPRU, con studi di fattibilità redatti dai comandanti della Polizia Municipale, basandosi nel 90% dei casi, sulla formula abitanti per Kq, senza fornire nessuna prova ne di quanti veicoli transitano in una certa strada ne elencano i monumenti soggetti a degrado per l’elevato flusso veicolare, non esistono rilievi ambientali per la concentrazione di polveri sottili.

Ma ancor più grave è che nel 90% dei casi le amministrazioni non appongono neanche la segnaletica che indica la zona di rilevana urbanistica, segnaletica obbligatoria secondo l’art. 7 comma 10 del C.d.S..

Questo significa elevare migliaia di verbali nulli, sarebbe come fare multe per divieto di sosta senza nessun segnale.

Inoltre nelle zone di rilevanza urbanistica vanno messi in atto tutti gli strumenti per far diminuire il flusso veicolare, del resto il termine rilevanza urbanistica racchiude anche centri storici che vanno preservati dai danni del transito veicolare.

Purtroppo questo strumento urbanistico viene usato dalle amministrazioni al solo scopo di dipingere altre strisce blu, il problema è talmente serio che anche il TG5 il 22/01/2011 ha mandato in onda un servizio sull’argomento.
Il video è visionabile al seguente link: Il TG5 sulle odiate strisce blu

Le procure di mezza Italia stanno indagando sulle gestione delle strisce blu, speriamo che il potere politico non blocchi i procedimenti, altrimenti come sempre a rimetterci sarebbero sempre i cittadini.

Vice Presidente Comitato Strisce Blu
Giuseppe Oliva

La Polizia municipale e gli ausiliari del traffico di Casarano mettono la cintura?

Ministero: le forze di polizia devono usare le cinture di sicurezza e dare il buon esempio

Quante volte ci siamo chiesti: “perchè le forze dell’ordine ci multano quando viaggiamo senza cinture, ma poi non le allacciano nemmeno loro?”. Più volte, parlando con alcuni agenti di questo problema, mi sono accorto che per loro si tratta di un argomento tabù. Le risposte sono sempre le stesse: “se succede un’emergenza dobbiamo intervenire”; “il cinturone ci da fastidio”, etc. Tutte scuse visto che le forze di polizia all’estero (specialmente in America) indossano sempre le cinture di sicurezza.

SCUSE INUTILI E ARROGANZA – Cosa succederebbe se a richiamare al rispetto delle regole le forze di polizia ci fosse un comune cittadino? Di tutto, se andiamo a guardare il video girato da Francesco Nasty e Diego Milesi qualche settimana fa e poi pubblicato su Youtube. Le risposte degli agenti sono spesso assurde o arroganti. Vanno chiedendo i documenti ai due ragazzi e, in maniera più o meno velata, gli fanno capire di stare dando fastidio. Invece di ammettere di essere in torto (come loro vorrebbero che facesse il cittadino multato) si comportano come se loro fossero LA LEGGE, dimenticandosi che le forze di polizia servono per far RISPETTARE la legge. Un comportamento che non fa altro che allontanare i cittadini dalle istituzioni.

SENZA ESEMPIO NON CAMBIERA’ NULLA – Più volte, durante i convegni ai quali vengo invitato, ribadisco che senza un giusto esempio da parte delle forze dell’ordine a poco serve inasprire le leggi. Premesso che l’uso delle cinture e del casco è un gesto d’amore per se stessi e che bisogna assolutamente fregarsene di quello che fanno gli agenti, tuttavia molta gente (bigotta) pensa che: “se non le mettono loro perchè devo farlo io?”. E’ il classico pensiero all’italiana, della serie: “sbagliano loro, allora sbaglio anch’io”. Ragionamento sbagliato ma che trova terreno fertile su strada. Decine di volte ho visto auto istituzionali passare con il rosso senza lampeggianti accesi, con conducenti al cellulare, con i fendinebbia accesi senza motivo, etc. A Palermo, città in cui vivo, da sempre vedo lo stesso agente di Polizia Stradale viaggiare in moto con il casco slacciato. Che esempio può dare ai ragazzi?

IL MINISTERO CHIARISCE ANCORA, MA… – A ribadire ancora una volta che “l’esenzione dall’obbligo di usare le cinture di sicurezza non è generalizzata, ma limitata all’espletamento di servizi di emergenza” ci ha pensato il Ministero dell’Interno con una circolare del 22 dicembre scorso. La circolare appare abbastanza chiara ma lascia, ancora una volta, una certa discrezionalità agli agenti:”la valutazione, prudente e restrittiva, delle situazioni di emergenza è rimessa ai singoli operatori sulla base delle circostanze contingenti”. Tuttavia la dicitura “prudente e restrittiva” è un invito esplicito a cambiare orientamento e a trasformare questo gesto di salvaguardia in un “messaggio altamente educativo per la cittadinanza”. Speriamo bene.

Ministero Interno – Dipartimento Pubblica Sicurezza – circolare protocollo 559/A/2/756.M.3/23833 del 22 dicembre 2010 Uso delle cinture di sicurezza da parte delle Forze di Polizia.

Le recenti modifiche all’articolo 172 del codice della strada, sull’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza, nulla hanno innovato in ordine all’impiego di tali dispositivi da parte degli appartenenti alle Forze di Polizia. L’esenzione dall’obbligo di usare le cinture di sicurezza, prevista dal comma 8 per gli appartenenti alle Forze di Polizia e ai Corpi di Polizia Municipale e Provinciale, non è generalizzata, ma limitata all’espletamento di servizi di emergenza.

Con successive circolari, diramate dal 1996 al 2006, questo Dipartimento ha ribadito la necessità di impiego dei dispositivi, sia in occasione di mobilità non operativa che nell’esecuzione dei servizi d’istituto, prevedendo, solo per quest’ultimo caso, la deroga in situazione di emergenza. In particolare, è stato chiarito che la situazione di emergenza dovrà riguardare necessariamente uno stato di pericolo concreto e attuale. La valutazione, prudente e restrittiva, delle situazioni di emergenza è rimessa ai singoli operatori sulla base delle circostanze contingenti per le quali l’attività svolta potrebbe trovare ostacolo od impedimento nella ritenzione operata dalle cinture di sicurezza.

L’utilizzo dei dispositivi di ritenuta risulta ancor più necessario in relazione alla presenza sulle autovetture dell’airbag, la cui efficace azione protettiva, in caso di incidenti stradali, dipende dall’uso contestuale delle cinture di sicurezza. La questione riveste altresì aspetti medico – legali connessi al risarcimento dei danni fisici occorsi al dipendente in occasione di sinistri stradali, per i quali le compagnie assicuratrici rifiutano il pagamento, in caso di inosservanza dell’obbligo di indossare le cinture di sicurezza.

La scrupolosa e rigorosa osservanza delle prescrizioni vigenti in materia da parte degli operatori rappresenta, oltretutto, un messaggio altamente educativo per la cittadinanza, con non trascurabili effetti emulativi sui giovani conducenti. Nel confermare i contenuti delle precedenti circolari emanate in materia, si invitano le SS.LL. ad adottare ogni utile iniziativa per sensibilizzare il personale dipendente al rispetto delle direttive impartite a riguardo.

IL DIRETTORE CENTRALE

Fonte: http://www.sicurauto.it

Mta: blitz della finanza sui parcheggi


Maglie. Dopo l’articolo del Tacco e l’esposto del comitato “Strisce blu”, è partita l’inchiesta delle Fiamme Gialle

Blitz della Guardia di Finanza di Maglie presso la sede dell’Mta, in zona industriale.

Nei giorni scorsi le Fiamme gialle hanno acquisito documentazione relativa alla gestione dei parcheggi, di competenza dell’azienda municipalizzata magliese.

Tutto è partito dall’articolo pubblicato sul Tacco d’Italia che nel dettaglio illustrava l’esposto a firma del Comitato strisce blu e del suo portavoce, Roberto Spennato.

Infatti in un dettagliato documento protocollato in Procura, Spennato analizzava non solo il capitolato d’appalto della municipalizzata magliese e la normativa sui parcheggi, ma anche le difformità del servizio reso dall’Mta rispetto a quanto imposto dalla normativa e dal contratto con il Comune.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi dell’inchiesta delle Fiamme gialle.
Ora ci preme sottolineare come quest’intervento sia il frutto di un circuito virtuoso di collaborazione tra cittadini, organi d’informazione e forze dell’ordine. Tutti a tutela della legalità e a garanzia della trasparenza.

Fonte : http://www.iltaccoditalia.info

Il Comitato Strisce Blu scrive al Ministro Brunetta

Strisce Blu, il Consiglio dei Ministri al Comune: fuori gli atti

Opposizione a contravvenzioni … Divieto di sosta (Strisce Blu)

Prima di esaminare le eccezioni che si potranno sollevare per contestare una multa per divieto di sosta è necessario soffermarsi brevemente sui riferimenti normativi su cui si dovrà basare il ricorso.
Riferimenti normativi
Gli enti proprietari delle strade hanno il compito di stabilire le aree in cui il parcheggio sia vietato o limitato. La sosta può essere vietata anche solo temporaneamente (per esigenze di carattere tecnico o di pulizia). In tali casi è necessario che il divieto sia reso pubblico con i prescritti segnali non meno di quarantotto ore prima ed eventualmente con altri mezzi appropriati.
Nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco, individuare aree di parcheggio sulle quali la sosta sia subordinata al preventivo pagamento di una somma, con il conseguente obbligo per l’automobilista di esporre ben in vista il biglietto attestante l’avvenuto pagamento.
Il Codice della Strada (art. 7, comma VIII) prevede espressamente che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata. Lo stesso Codice della Strada prevede (art. 3, comma I, n. 7) che per carreggiata debba intendersi la “parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine”.
Infine, è opportuno richiamare l’art. 7, comma VIII, del Codice della Strada, secondo cui, sia quando il Comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio o affidi il servizio a terzi o installi dispositivi per il controllo automatico della durata della sosta, in ogni caso, è sempre necessario che nelle immediate vicinanze, sia riservata una adeguata area destinata a parcheggio libero, non soggetto a pagamento (fatta eccezione per le area pedonali, per le zone a traffico limitato per le altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta).
Questa breve rassegna normativa ci aiuta ad individuare tutti i motivi per cui è solitamente opponibile una multa per divieto di sosta.
Come contestare una multa per divieto di sosta
In primo luogo esaminiamo il caso di multe emesse per sosta in aree a pagamento quando l’agente preposto non abbia constatato la presenza della ricevuta attestante l’avvenuto pagamento del parcheggio. Si tratta di casi molto frequenti, magari dovuti a fretta o disattenzione da parte dell’ausiliario del traffico, o all’idea dell’automobilista di posizionare il ticket attestante il pagamento in posizioni insolite e fantasiose (anziché sul cruscotto come solitamente si usa). A condizione di aver effettivamente pagato il parcheggio, l’errore (dell’ausiliario o dell’automobilista) non è irreparabile. Sarà sufficiente, in questi casi, sollevare la relative eccezione nel ricorso. allegando quale prova documentale la ricevuta stessa.
La giurisprudenza si è già occupata del caso ed il Giudice si è espresso positivamente accogliendo il ricorso e annullando la sanzione. Vedi, ad esempio, la sentenza del Giudice di Pace di Lecce del 22 gennaio 2007. Unica condizione necessaria è aver conservato il biglietto del parcheggio, cosa molto rara quando sul parabrezza non sia stato apposto il preavviso di verbale e quindi la multa sia stata notificata, a mezzo posta, dopo mesi dalla data dell’infrazione. Quindi, nel caso non abbiate più il ticket o la ricevuta, passate a leggere il paragrafo successivo.
Altra ipotesi frequente è quella di multa per mancato pagamento del parcheggio. In questi casi i motivi di nullità della multa che possono essere invocati sono principalmente due.
La prima eccezione riguarda il fatto che l’area di parcheggio a pagamento sia stata posta lungo la carreggiata, con restringimento della medesima, contrariamente a quanto previsto dal già citato art. 7, comma VIII del Codice della Strada. In questi casi sarà utile citare nel ricorso anche la definizione di carreggiata contenuta nell’art. 3, comma I, n. 7, al fine di non consentire diverse interpretazioni. Le aree a pagamento, quelle delimitate dalle famose strisce blu, sono, infatti, (quasi) sempre poste lungo le carreggiate, con buona pace del Codice della Strada e dei cittadini che pagano le multe. Forse vi sembrerà poco credibile, ma è così: tutte le volte che pagate il parcheggio in un’area delimitata da strisce blu poste lungo la carreggiata, pagate un obolo che non vi sarebbe dovuto, poichè il Codice della Strada prevede che le strisce blu non possano essere collocate in quella posizione. Non è un’idea solo nostra. Il Giudice di Pace di Roma ha, infatti annullato una multa per il medesimo motivo (vedi sentenza) e siamo sicuri che non sia l’unica sentenza del genere. In questi casi può essere utile allegare al ricorso una foto in cui sia ritratto il luogo dell’infrazione contestata, affinchè il Giudice possa effettivamente rilevare la circostanza addotta.
Questo, come dicevamo non è l’unico motivo che può essere invocato. Ce n’è un altro che ha ricevuto anche discreto clamore di cronaca recentemente. Ci riferiamo a quanto previsto dall’art. 7, comma VIII, citato qualche riga più su, il quale prevede che nelle immediate vicinanze di aree a pagamento, ve ne debbano essere altre a parcheggio libero e gratuito. Inutile dire che anche questa previsione è puntualmente disattesa dalle amministrazioni, che tinteggiano di blu interi quartieri centrali rendendo un miraggio la possibilità di sostare la propria auto senza dover spendere un capitale. Dimostrare il contrario sarà n questo caso onere dell’amministrazione opposta, che, vantando comunque una pretesa in giudizio (il pagamento della sanzione) riveste sempre il ruolo di attrice in senso sostanziale. A tale proposito può agevolmente citarsi la recente ed autorevole Sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 116/2007 del 9.01.2007.
Traendo, infine, spunto dal principio appena esaminato (secondo cui l’onere della prova grava non sul ricorrente, ma sull’amministrazione opposta) sarà bene contestare in ricorso la mancanza di segnaletica che preavverta del divieto o la mancata apposizione, sul retro del segnale, della relativa delibera che ne ha disposto l’apposizione.

Fonte: www.legalefacile.it

Per ulteriori informazioni:
Comitato Strisce blu Puglia

LE STRISCE BLU SON SEMPRE PIU’ DI MODA…

Questione di glamour o del piatto che piange?

Le casse dei Comuni sono sempre piu’ vuote. Il metodo piu’ semplice e anche quello piu’ in sordina per batter cassa, cercando di far quadrare i conti in bilancio parrebbe quello di estendere le aeree di parcheggio a pagamento, anche nelle zone periferiche delle citta’.

A questa conclusione sono giunte le varie associazioni dei consumatori che si sono visti aumentare le iscrizioni da parte di utenti in cerca di consigli a causa di multe per parcheggi prima gratuiti.

Una scorciatoia, adottata anche a causa dei tagli che il Governo ha fatto alle amministrazioni locali, senza piu’ Ici sulla prima casa per arrotondare, e che, dunque, garantisce ai Comuni proventi non da poco e che penalizza sia i residenti, sempre piu’ spesso depredati dagli spazi gratuiti, sia i pendolari, costretti a pagare anche se parcheggiano in zone lontano dal centro.

Quanto frutta ai Comuni tracciare le strisce blu sulle strade lo si evince nel bilancio di previsione alla voce proventi dai parcheggi. Estendere alla periferia le aeree di parcheggio a pagamento e’ un modo come un altro per far soldi. E’ legittimo infatti pensare che lo scopo non sia quello di limitare il traffico, ne’ di migliorare la circolazione ne’ tanto meno salvaguardare l’ambiente, i proventi delle multe, ne sono la prova.

Secondo un recente sondaggio effettuato nei capoluoghi italiani da una fondazione dell’Aci ,le polizie locali quotidianamente effettuano 26 mila multe, in un anno ogni vigile compila 520 verbali , la maggior parte dei quali riguardano proprio le contravvenzioni sulla sosta.

Pare proprio che i vigili siano ormai sempre piu’ concentrati nel fare contravvenzioni, mettendo in secondo piano le loro altre attivita’, quali per esempio la vigilanza del traffico.

Relativamente al prontuario delle violazioni del Codice della strada, questo e’ stato aggiornato di recente, sono state infatti apportate delle modifiche agli importi minimi e massimi delle multe che riguardano la sosta:

Da 38 a 155 euro per chi parcheggia in divieto di sosta o fuori dalle strisce di sosta regolamentata, arrecando intralcio alla circolazione.
Da 23 a 92 euro per chi supera il periodo di sosta indicato dal disco orario, dal tagliando del parchimetro o gratta e sosta.
Da 38 a 155 euro se non si segnala l’orario di inizio della sosta ( con disco orario, parchimetro) o qualora l’orario di inizio sosta non e’ ben visibile.

Cosa dice la legge in merito alla facolta’ dei Comuni di istituire aree di sosta a pagamento?

A dare ai Comuni tale facolta’ di istituire aree di parcheggio a pagamento e decidere le tariffe e’ il Codice della strada (art. 7). Quest’ultimo prevede anche che i Comuni debbano riservare una adeguata area destinata a parcheggio .. senza dispositivi di controllo della durata della sosta.. accanto a quelle a pagamento o in prossimita’ di queste. Cio’ vuol dire che accanto alle strisce blu devono essere presenti parcheggi gratuiti (segnalati con strisce bianche).

Esistono pero’ dei casi in cui l’obbligo di lasciare aree di sosta gratuite non sussiste:

aree pedonali
zone a traffico limitato
zone che rivestono carattere storico, artistico, o di particolare valore ambientale
zone di particolare rilevanza urbanistica.

Mentre e’ semplice individuare e capire in citta’ quali siano le zone di carattere storico, artistico, altrettanto semplice non e’ per le cosiddette zone di particolare rilevanza urbanistica.

Tali zone infatti, devono essere individuate e delimitate dalla giunta comunale, soprattutto quando si tratta di zone periferiche della citta’, altrimenti l’automobilista che riceve contravvenzione per averci sostato puo’ chiedere l’annullamento della multa, soprattutto qualora nelle sue vicinanze non ci sono strisce bianche o parcheggi gratuiti.

In che termini il consumatore puo’ contestare una multa?

Nel caso in cui si crede di aver ricevuto ingiustamente una multa, e’ possibile fare ricorso al prefetto o al giudice di pace. Sono previsti 60 giorni di tempo per effettuare il ricorso a partire dalla notifica della contravvenzione. La procedura e la lettera-tipo da utilizzare per avviare il procedimento e’ facilmente scaricabile da internet, visitando le pagine web di alcune delle maggiori associazioni dei consumatori e cliccando sulla voce diritti del consumatore e poi sul link ricorrere contro una multa.

C’e’ da aggiungere, a parte le informazioni di ordine legale, che anche se si e’ vittima della pubblica amministrazione, non e’ il caso di rammaricarsi piu’ di tanto.

Cio’ che e’ importante e’ informarsi e conoscere i propri diritti e poi attivarsi per la loro tutela.

E’ comprensibile per chi e’ abituato ad osservare le norme, provare un senso di disagio, dovuto alla prevaricazione che spesso viene operata e che, purtroppo, vede ancora il consumatore in uno stato di non parita’ con le istituzioni.

Avvocato Maria Cipparrone

Articolo pubblicato su: La Strad@ Web

Strisce blu a Gallipoli: esposto del Comitato alla Corte dei Conti

La denuncia è inerente la gestione dei proventi delle sanzioni pecuniarie del Comune jonico

“Di fronte al disinteresse dell’amministrazione comunale e dell’opposizione per le gravi illegittimità riscontrate nel Comune di Gallipoli in merito alla sosta a pagamento vedremo se la questione potrà interessare la Corte dei Conti”. Si esprime così Roberto Spennato, responsabile di zona del “Comitato Strisce Blu” che presenta un nuovo esposto (in allegato).

L’oggetto dell’esposto è una denuncia inerente la gestione dei proventi delle sanzioni amministrative – pecuniarie della città jonica.

I fatti contestati

1) Il Comune di Gallipoli ha utilizzato delle aree demaniali destinandole a parcheggio a pagamento, e questo già non si può fare, in quanto essendo aree demaniali sono soggette (in questo caso)a leggi dello Stato, e non comunali, e non possono essere destinate ad aree di parcheggio a pagamento, ma semplicemente area libera di parcheggi con sosta a tempo limitato come dice anche il Codice della Strada all’art.157 comma 6.

2) Il Comune ha delimitato con le strisce blu aree che poi ha destinato al parcheggio di autovetture su suolo pubblico, in particolare superfici appartenenti alle carreggiate delle strade fino ad allora destinate al transito veicolare. E questo neppure si può fare, i Comuni non possono sottrarre superficie al suolo demaniale in generale, non possono sottrarlo alla sede stradale, in particolare alla carreggiata, e non possono soprattutto destinare dette aree ad uso commerciale facendone un guadagno improprio sottraendolo al legittimo proprietario che è il Demanio dello Stato.

3) Il Comune di Gallipoli ha deliberato (delibera della Giunta Comunale G.C. n° 100 del 08/04/99) e stipulato con contratto(rep N. 2141 del 21/05/1999 e successivo rinnovo del contratto del 18/07/2000 rep. 2181), di riconoscere per il servizio delle funzioni di accertamento delle violazioni sulla sosta (Conferimento di accertamento infrazioni in materia di sosta nelle aree a pagamento alla Società S.I.S. srl appaltatrice del servizio gestione dei parcheggi con parcometri con decorrenza 01/07/2001 – Num. 0072 del 28/06/2001), alla concessionaria (S.I.S srl da Mantignana di Corciano (PG), un importo parametrizzato al 35% + IVA , delle sanzioni correttamente emesse dai propri ausiliari della sosta, contravvenendo all’art.208 del CDS. Questa violazione all’art.208 ha permesso la sottrazione di risorse dalle casse comunali con conseguente danno erariale nonché danno ai cittadini.

Il Comitato, quindi, ha pertanto richiesto l’intervento della Corte dei Conti, al fine di valutare i fatti esposti.

Fonte: http://www.iltaccoditalia.info

Strisce blu: dove vanno gli incassi dell’Mta?

Un’interrogazione consiliare riporta l’attenzione su un quesito a cui il comitato Strisce Blu cerca da tempo di dare risposta

Gli incassi dell’Mta relativi alle strisce blu, una questione che, ultimamente, sta facendo molto discutere, anche a causa dell’intervento del comitato Strisce Blu, che ha chiesto alla Corte dei Conti di Bari di pronunciarsi in merito alla legittimità della procedura. E che in questi giorni è stata anche al centro di un’interrogazione consiliare, da parte di Roberta Culiersi del gruppo Per cambiare Maglie. Il consigliere ha chiesto di conoscere l’ammontare degli incassi dell’Mta per i parcheggi a pagamento e, soprattutto, come la società mista impieghi questi proventi, che, secondo la Culiersi così come il comitato Strisce Blu, dovrebbero essere regolati dall’articolo 7 del Codice della Strada, mentre il sindaco Antonio Fitto ha spiegato che la disciplina è compito del protocollo d’intesa siglato tra l’Mta e il Comune. In altre parole, gli incassi dei parcheggi a pagamento sono di competenza dell’Mta, che è gestore del servizio e trattiene i proventi per la gestione dell’azienda stessa, che tuttavia corrisponde un canone di affitto al Comune, sia per i parcheggi a raso che per il megaparcheggio interrato di via Otranto.
“Gli incassi -commenta la Culiersi- dovrebbero essere reinvestiti negli stessi parcheggi, o per la loro sistemazione o per altre necessità inerenti alla mobilità stradale, come prescrive il Codice della Strada”. Durante il Consiglio comunale non sono state fornite le cifre esatte della questione, anche perché queste sono di competenza dell’Mta, ma secondo i dati forniti anche dalla Culiersi la cifra annuale dell’incasso dai parcheggi a pagamento dovrebbe ammontare a circa 420mila euro, dei quali 2.500 euro mensili (Iva compresa) provengono dalla regolarizzazione del grattino scaduto, una modalità diventata un casus belli per il comitato Strisce Blu che ha voluto chiedere garanzie alla Corte dei Conti. A Maglie, a differenza di altri comuni, il grattino scaduto non viene sanzionato con una multa, ma con un corrispettivo relativo alle ore di sosta, che ammonta a un massimo di 6 euro per un’intera mattinata.
Il meccanismo del giro di introiti dalle strisce blu è più o meno questo: l’Mta incassa e gestisce i proventi con cui paga le tasse e paga gli stipendi a chi nell’azienda mista ci lavora, oltre alle altre spese di gestione, tra cui anche il canone di locazione al Comune; il Comune, a sua volta, riceve il canone e gli utili in una quota del 51%, mentre il 49% rimane all’Mta. La consigliera di opposizione Roberta Culiersi si è detta non soddisfatta dalle risposte del sindaco, promettendo che invierà alla stessa Corte dei Conti di Bari anche i verbali della seduta consiliare. “La regolarizzazione del grattino scaduto -ha spiegato in particolare la Culiersi- sembra che in apparenza vada incontro all’utenza, ma dovrebbe, per legge, essere utilizzata in altro modo”. Il primo cittadino ha mostrato di comprendere l’azione dell’opposizione e del comitato, che sembrano volgere al controllo della situazione, ma ha affermato di rimettersi al giudizio della Corte dei Conti. “I giudici si esprimeranno in merito alla questione -ha concluso la Culiersi- e ci metteremo tutti l’anima in pace”. Culiersi ha ribattuto che è doveroso da parte sua vigilare, essendo anche il Comune socio di maggioranza dell’Mta.

Angela Leucci

Fonte:http://www.belpaeseweb.it

Comitato Strisce Blu: La Corte dei Conti chiamata a far luce sulle multe dei grattini.


Il Comitato Strisce Blu mette il naso nella gestione dell’MTA

“La M.T.A-Servizi S.p.a ha l’obbligo di ispirare i propri comportamenti, nei confronti degli utenti, a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità.In funzione di tale obbligo si interpretano le singole clausole delle condizioni generali e specifiche di erogazione del servizio e le norme regolatrici del settore.”
Oggi vogliamo incominciare con queste semplici 5 righe, che lette attentamente rassicurano e tranquillizzano gli utenti che le leggono per la prima volta,finalmente un’azienda seria che serve e tutela il cittadino.
Ma sarà realmente cosi?
Incominciamo con la premessa che questo piccolo studio è incominciato dopo aver ricevuto una multa/regolarizzazione (ancora dobbiamo capire cosa sia) che due agguerritissimi parcheggiatori ci hanno regalato mentre ero intento a deporre un pc in macchina.
Incominciamo a leggere il “Capitolato d’oneri” Servizio gestione parcheggi, dunque:
Art.2
- per lo svolgimento del servizio si dovrà prevedere la vendita in loco dei titoli di pagamento, del tipo prepagato
-tessere chip a scalare d’importo
-tessere elettroniche programmabili ricaricabili
-vaucher cartacei
-moneta metallica
interessante ………si dovrà provvedere al controllo delle attrezzature per il pagamento della sosta e della segnaletica affinchè queste siano in perfetta efficienza e non vengano deturpate o deteriorate da atti accidentali o vandalici.

Continuiamo con l’art.4 che ribadisce il controllo delle attrezzature, manutenzione ordinaria e straordinaria di tutti gli strumenti tecnici ecc,ecc…un attimo ci stava sfuggendo un passaggio interessante “assicurare all’utenza una costante collaborazione ed una adeguata informazione”.Ma in questa frase è contemplata anche l’educazione?

Ma vediamo adesso chi è il personale addetto per i parcheggi a raso, sempre grazie all’aiuto dell’art.4 del Capitolato d’oneri della citta di Maglie: “rispetto delle discipline adottate con vigilanza da parte del personale addetto per i parcheggi a raso, cui devono essere conferite le funzioni di accertamento delle violazioni in materia di sosta ai sensi dell’art.17 della legge 127/97″.

Ma allora chi erano quei due amabilissimi signori con una divisa con strisce gialle e sprovvisti di tesserino, regolarmente richiesto dal trasgressore? Ed a che titolo si pretendono 5 € ed in base a quale norma?

Troppe cose non tornano anche perchè abbiamo dimenticato di dirvi che il presunto trasgressore era munito di tessera magnetica per il pagamento del grattino, peccato pero che in tutti i parcometri di Maglie i lettori di suddetta tessera siano fuori uso.

Ma chi controlla l’operato di questa azienda?
A questa domanda sappiamo rispondere perchè abbiamo letto il contratto di servizio del 12/02/2002 tra città di Maglie ed M.T.A , che all’art.7 dice:“l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco, di dirigenti e/o di commissioni consiliari, nonchè di tecnici appositamente autorizzati, può effettuare in qualunque momento visite ed ispezioni nelle aree M.T.A, nonchè nei luoghi in cui viene svolto il servizio della società……”

La domanda ci sorge spontanea…….

Da quanto tempo l’amministrazione comunale di Maglie non visita ed ispeziona le aree M.T.A?

In attesa di una risposta il Comitato Strisce blu continuerà ad informarsi e a comunicare alle autorità competenti le presunte irregolarità e disservizi riscontrati sul territorio di Maglie.

Comitato Strisce Blu: Richiesta di riesame del diniego/differimento all’accesso agli atti.

Dopo innumerevoli tentativi di poter accedere agli atti pubblici che riguardavano le strisce blu, il Comitato Strisce Blu sceglie di interpellare la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi nel tentativo di rompere quel muro di gomma che si è creato tra le amministrazioni ed il Comitato Strisce blu.
I comuni che hanno negato l’accesso alla documentazione sulle strisce blu o che non hanno proprio risposto alla richiesta sono i seguenti:
Portici, Maglie, Racale, Lecce, Ugento, Otranto, Gallipoli.

Hanno forse qualcosa da nascondere? “Eppure sono solo strisce blu, ci sono in tutta Italia”, questa la risposta di molti al problema.
Ma allora, qual’è il motivo di tanta segretezza?

Mai più multe per un grattino scaduto a Casarano


Lo ha fatto sapere l’amministrazione, ma il problema delle sanzioni è al centro di un dibattito tra amministrazioni e Ministero dei Trasporti. Se n’è parlato durante un incontro sulla questione delle strisce blu

Nella serata del 15 ottobre, il”Fronte Giovanile del Popolo della Libertà” ha organizzato, presso il Sedile di piazza S. Giovanni una tavola rotonda sul tema “Strisce blu a Casarano”.
All’incontro hanno partecipato il sindaco Ivan De Masi; l’assessore al Bilancio, Massimo Toma; l’assessore all’Urbanistica, Attilio De Marco; l’assessore Marcello Torsello; il consigliere comunale Gianpiero Marrella, presidente della commissione di controllo del comune di Casarano, i consiglieri comunali di minoranza e un referente provinciale del “Comitato Strisce Blu”. La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista Antonio Memmi.
“Dall’incontro – riferisce Roberto Spennato, responsabile di zona del Comitato Strisce Blu – sono emerse tutte le problematiche relative alla questione e i dubbi relativi alla validità del contratto con la Sis (azienda che gestisce la sosta a pagamento a Casarano)”.
Però, “alcune domande salienti come quella su dove siano finiti gli introiti delle multe elevate ,da settembre 2009 ad aprile 2010, con l’art.157 invece che con l’art.7, non hanno ricevuto valide risposte”.
Sorpresa della serata è stata, invece, l’affermazione dell’amministrazione secondo cui, a Casarano, non ci saranno più multe elevate per grattino scaduto.
Il problema delle multe per grattino scaduto è al centro di un dibattito che mette contro amministrazioni e pareri del Ministero dei Trasporti.

“Ricordiamo – dice Spennato – che il Ministero dei Trasporti già da molto tempo con innumerevoli circolari aveva ribadito che “se viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l’orario di competenza non si applicano sanzioni ma si da corso al recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate dalle eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale, ai sensi dell’art. 17 c. 132 della legge n. 127/1997.

L’ipotesi di applicare la sanzione di cui all’art. 7 c. 15 del Codice, non è giuridicamente giustificabile, in quanto l’eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del Codice, bensì una inadempienza contrattuale, da perseguire secondo le procedure jure privato a tutela del diritto patrimoniale dell’ente proprietario o concessionario”.

Tutto chiaro quindi, anche perchè la stessa Anci (Associazione nazionale comuni Italiani) interpellata dal Comune di Lecce, che voleva reintrodurre la multa di 23 per il grattino scaduto, richiamava il parere del Ministero dei trasporti.

“Come comitato – conclude il responsabile – rimaniamo alquanto sbalorditi quindi quando ci vengono rivolte affermazioni del tipo ‘la legge non viene fatta dai ministeri ma dai giudici’ (affermazione derivante dal fatto che alcuni giudici in passato avevano accolto il ricorso dei Comuni per l’applicabilità della multa per grattino scaduto)”.

Infine, il Comitato sollecita “un risveglio della Procura nella persona del vice procuratore De Palma che ha in mano ben 11 esposti a firma del suddetto comitato”.

Articolo correlato
Strisce blu illegittime: fioccano gli esposti (29 settembre 2010)

Fonte: Il tacco d’italia

Strisce blu illegittime: fioccano gli esposti

di Maria Luisa Mastrogiovanni

Vista così, la situazione rischia di generare un vero e proprio terremoto in tutta la provincia di Lecce.

Secondo la ricerca che sta portando avanti il comitato “Strisce blu”, presieduto da Roberto Spennato e assistito dall’avvocato Francesco D’Agata, ci sarebbero gli estremi del reato.

Infatti i Comuni, spiega il comitato, ai sensi dell’articolo 208 del codice della strada, devono destinare già nel bilancio di previsione le somme ricavate dalle multe. Invece dalla ricognizione del comitato, non solo i Comuni non avrebbero destinato le somme nei relativi bilanci di previsione, ma avrebbero sottoscritto contratti con le ditte che gestiscono i parcheggi “blu”, destinando loro percentuali oscillanti dal 20 al 50 per cento.

Ad esempio, continua Spennato, il comune di Gallipoli nel bilancio di previsione inserisce la non modica cifra di due milioni di euro derivanti da multe che, appunto, prevede di incassare, senza specificare dove andrà a spendere quelle somme. Il motivo? Proprio questo: la metà andrebbero nelle tasce delle società appaltatrici dei parcheggi. La percentuale da incassare sarebbe fissata nel contratto stipulato tra Comune e ditta.

Tutti i Comuni oggetto dell’esposto poi hanno utilizzato delle aree demaniali destinandole a parcheggio a pagamento, e anche questo secondo Spennato non si può fare, in quanto, essendo aree demaniali sono soggette a leggi dello Stato, e non comunali, e non possono perciò essere destinate ad aree di parcheggio a pagamento, ma semplicemente area libera di parcheggi con sosta a tempo limitato (Codice della Strada all’art.157 comma 6).

Inoltre hanno “delimitato con le strisce blu aree che poi destinato al parcheggio di autovetture su suolo pubblico, in particolare superfici appartenenti alle carreggiate delle strade fino ad allora destinate al transito veicolare.

E questo neppure si può fare, i Comuni non possono sottrarre superficie al suolo demaniale in generale, non possono sottrarlo alla sede stradale, in particolare alla carreggiata, e non possono soprattutto destinare dette aree ad uso commerciale facendone un guadagno improprio sottraendolo al legittimo proprietario che è il Demanio dello Stato”.

Fonte: Il Tacco d’Italia

Strisce blu illegittime? Parte il terzo esposto

Molte le presunte illegittimità tra cui le aree demaniali destinate a parcheggi a pagamento. L’avrebbero fatto il Comune di Racale, Ugento e Casarano. Il comitato Strisce blu denuncia.

Le presunte illegittimità riguarderebbero molti Comuni del Salento. Il comitato “Strisce blu” ha già presentato un esposto in Procura il 10 agosto scorso. Pronto quello di Gallipoli

Il 13 settembre 2010, in qualità di responsabile di zona del “Comitato Strisce Blu”, Roberto Spennato ha presentato un esposto – denuncia inerente la gestione dei parcheggi a pagamento del Comune di Racale.

Nel documento (in allegato in versione integrale) si sottolinea che il Comune di Racale avrebbe utilizzato delle aree demaniali destinandole a parcheggio a pagamento.

“E questo già non si può fare – scrive Spennato – in quanto essendo aree demaniali sono soggette (in questo caso) a leggi dello Stato, e non comunali, non possono essere destinate ad aree di parcheggio a pagamento, ma semplicemente area libera di parcheggi con sosta a tempo limitato come dice anche il Codice della Strada all’art. 157 comma 6″.

Il Comune avrebbe inoltre delimitato con le strisce blu aree che poi ha destinato al parcheggio di autovetture su suolo pubblico, in particolare superfici appartenenti alle carreggiate delle strade fino ad ora destinate al traffico veicolare.

“E questo neppure si può fare – continua il responsabile di zona -. I Comuni non possono sottrarre superficie al suolo demaniale in generale, non possono sottrarlo alla sede stradale, in particolare alla carreggiata, e non possono soprattutto destinare dette aree ad uso commerciale facendone un guadagno improprio sottraendolo al legittimo proprietario che è il Demanio dello Stato”.

E ancora, il Comune avrebbe accomunato in un unico insieme “sia le aree destinate a parcheggio a pagamento (cosa legittima, prevista dalle leggi), che come detto devono essere ubicate fuori dalla carreggiata, con invece aree sottratte al Demanio stradale ‘delle carreggiate’, destinandole sempre a parcheggi, e soprattutto inosservando il dettato, obbligatorio e contestuale di ‘riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta’ (sentenze n.5218 del 28/05/08 del TAR del Lazio e Cass. SS.UU. n. 116/2007)” dice Roberto Spennato.

Inoltre, avrebbe ha violato articoli concernenti la libera circolazione e la sicurezza stradale.

Per finire, avrebbe incaricato dei privati cittadini, dipendenti di private società concessionarie delle aree destinate a parcheggi attribuendo loro (ai cosiddetti “Ausiliari del traffico”) di elevare contravvenzioni in evidente carenza di potere dell’organo accertatore, questo in violazione di legge, usurpazione di diritto, abuso di atti d’ufficio.

Scrive Spannato che la legge 127 del 15 maggio 1997 ai commi 132 e 133 prescrive che “i Comuni possono, con provvedimento del Sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione”.

In ques’ambito, il Comune di Racale avrebbe deliberato (delibera n.312 del 14/12/2007) e stipulato con contratto, di riconoscere alla concessionaria – per il servizio delle funzioni di accertamento delle violazioni sulla sosta – un importo parametrizzato al 30% + Iva, delle sanzioni correttamente emesse dai propri ausiliari della sosta, contravvenendo all’art. 208 del Cds.

“Questa violazione all’art. 208 – afferma Spennato – ha permesso la sottrazione di risorse dalle casse comunali con conseguente danno erariale nonché danno ai cittadini”.

Fonte: http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=12220


Aversa: monumenti nel degrado, la statua di Cimarosa a rischio crollo.

Aversa 28/01/2012 La statua di Cimarosa simbolo di AVERSA continua a sprofondare nel fango nell'indifferenza dell'amministrazione. La nostra prima segnalazione risale ad un..

Aversa

Poste Italiane: Assunzioni tra Addetti allo smistamento e Postini

Poste Italiane seleziona personale tra Postini e Addetti allo smistamento che lavoreranno a tempo determinato per il periodo 1° febbraio-30 marzo..

Galatina

Giornata della memoria. Andare oltre il ricordo per cercare di comprendere.

di Michele Dotti -Si celebra oggi la giornata internazionale della memoria, in occasione dell'anniversario dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Non è facile scrivere qualcosa su questo tema, tanto..

Procida

FLUMERI ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012 - LE POSIZIONI DELLE FORZE POLITICHE

Flumeri - Verso il voto, la risposta a Giacobbe: «Cuore, gruppo autonomo» Dal giornale Corriere del 24 1 2012 FLUMERI –..

Flumeri

Barcellona P.G., Commemorazione delle vittime delle ”Foibe”

Commemorazione delle vittime delle ”Foibe”. ____________________________________________________________ Nebrodi Web Tv, la Tv della Provincia di Messina Arte, Cultura e Turismo Nebrodi Web Tv Approfondimenti di..

Barcellona Pozzo di Gotto

Il Sindacaco di Campofelice a CRM Happy Radio

Il dott. Franco Vasta, Sindaco di Campofelice Roccella, l’avv.Vito Patanella, assessore del comune di Cefalù e il dott. Carlo Li..

Campofelice di Roccella

I grandi concerti al Rivolta di Marghera

Continuano i grandi concerti al Rivolta di Marghera, punto di riferimento per la musica live del Nord Est e non solo. Ecco i prossimi appuntamenti da qui ad aprile 2012: Sabato..

Venezia Mestre

C'è Centro e centro...

C’è un aspetto ancora più complesso che investe il declino di certi paesi che hanno il loro centro storico in collina, la cui soluzione (se mai ci sarà) non può..

Cetona

Prossimi eventi in città

Locali di Casarano